Il Neonato vince a mani basse

Dopo aver trascorso mesi e mesi e mesi con un neonato, ho spesso pensato che non esistesse cosa più faticosa al mondo.
Questo fino a quando il neonato non si è trasformato in un bambino.
Allo scoccare dell’anno quel dolce, paffuto, simpatico e soprattutto INERME esserino si trasforma in una bomba ad orologeria, in un elefante in un negozio di cristalli, in un frullatore strapieno, acceso, senza tappo.
Ed è esattamente in quel preciso momento che capisci che il neonato non era poi così male e ti penti di aver insultato mentalmente tutte quelle mamme che guardandoti affaticata ti dicevano : “Ti lamenti adesso? Ah, vedrai quando comincerà a camminare…”
Ma perché il neonato è decisamente meglio del bambino?

Il CAMBIO
Ennesimo rigurgito, ennesimo cambio.
“Cuccicù, ghirighi, Pucci Pucci” e altre paroline demenziali per distrarlo.
Che barba, che noia.
Lava asciuga, asciuga lava.
Si ok, ogni tanto se la fa addosso anche di notte e bisogna alzarsi per cambiarlo ma, avete mai provato a cambiare un bambino?????
Avete presente un’anguilla?
Non un’anguilla normale, un’anguilla aliena con due braccia, manine prensili con la forza di Hulk e gambette che tirano calci che manco Ronaldo, un’anguilla che improvvisamente raggiunge la posizione eretta e scappa.
Vi lascio immaginare la facilità nel recuperarla a mani nude.
E se mai doveste riuscire nell’impresa di riacchiapparla, provate a vestirla senza spezzare Braccine e gambette.
Se ce la fate.

IL PARCHETTO
Siete stufe di andare al parco con le altre amiche mamme e dover interrompere la conversazione perché il neonato piange, ha fame, deve fare il ruttino, ha fatto la cacca?
Ma voi avete mai visto un bambino al parco?
Il diavoletto della Tasmania in confronto è lobotomizzato.
Il bambino al parco corre, si schianta, si arrampica, si tuffa di testa dallo scivolo, litiga con gli altri bambini, scappa in più direzioni contemporaneamente.
Altro che interromperla, la conversazione con le vostre amiche mamme non la inizierete proprio, non le vedrete nemmeno e una volta tornate a casa, anche se al parchetto ci siete andate insieme, vi scriverete su whatsapp: ah, ma perché oggi al parchetto c’eri anche tu?

IL RISTORANTE
Ma volete mettere un neonato fermo nel passeggino o nella carrozzina che al massimo se si stufa sta in braccio a voi, a vostro marito o ai vostri amici a turno e che se ha fame potete attaccarlo alla tetta o infilargli il biberon in bocca, mentre voi vi godete la cena e chiacchierate ?
Il bambino cerca costantemente di evadere dal seggiolone, gira la testa a 360 gradi stile esorcista e quando dopo aver emesso una serie imprecisata di ultrasuoni per la fame finalmente arriva il cibo
sporca se stesso, voi, il cameriere, la tovaglia, i muri, i vostri amici, il pavimento e anche i vicini di tavolo (che vi stanno guardando malissimo da quando siete entrati), non vi lascia chiacchierare con i vostri amici perché vuole scendere, correre, giocare, nascondersi in bagno, sdraiarsi sul tavolo o fare strani esperimenti chimici con le bevande…
Allora, il piccolo lattante non era poi tanto male, eh?

LA PASSEGGIATA
Vado a fare una passeggiata.
Il neonato se ne sta buono buono ma soprattutto fermo nella sua carrozzina, al massimo fa qualche sorrisino, qualche Nghe nghe, qualche smorfietta, ma la passeggiata con il neonato è effettivamente una passeggiata.
La passeggiata con un bambino parte con la maratona, diventa improvvisamente corsa ad ostacoli e finisce con il triatlon
Che poi ti chiedono: sei così in forma ma vai in palestra?
No vado a fare la passeggiata con mio figlio.

I VIAGGI
Qual’e la cosa peggiore che potrebbe fare un neonato sul treno?
Piangere?
Tetta fuori o biberon e passa la paura.
E Sull’autobus?
Rigurgitare?
Salviettina, veloce cambio e via verso nuove avventure.
E in aereo?
Non dormire?
Sempre il classicone tetta fuori o biberon oppure prenderlo in braccio e ninnarlo.
Quanto vuoi che pesi???
4/5/8 kg????
E che sarà mai?
Avete presente cosa significhi viaggiare con un bambino?
Treno?
Lui correrà e poi correrà e alla fine correrà ancora. E nel correre cadrà, inciamperà, urlerà, sveglierà tutti i passeggeri della tua carrozza ma anche delle due più avanti.
E tu dovrai rincorrerlo e poi rincorrerlo e alla fine rincorrerlo ancora.
Sull’autobus?
Correrà e poi correrà e alla fine correrà ancora. E nel correre cadrà, inciamperà, urlerà e tu dovrai rincorrerlo e poi rincorrerlo e alla fine rincorrerlo ancora ed evitare che si schianti contro i pali, contro le persone o giù dalle scale alla fermata.
E in aereo?
Lui correrà e poi correrà e alla fine correrà ancora. E nel correre cadrà, inciamperà, urlerà, sveglierà tutti i passeggeri dell’intero aereo che ti malediranno perché la colpa sarà tua.
E tu dovrai rincorrerlo e poi rincorrerlo e alla fine rincorrerlo ancora fino a quando le hostess e pure il comandante non lo leggeranno a tripla mandata con la cintura di sicurezza.

IL PIANTO :
Ok, è vero, il pianto di un neonato ti lacera il cuore, ti distrugge i timpani, ti massacra l’anima ma almeno piange sempre per un motivo, le sue ragioni sono sempre basiche, tipo quelle di un uomo per intenderci.
Il bambino, ecco il bambino, il bambino no.
Il bambino è intricato come noi donne, il bambino è un sudoku, un cruciverbone, un enigma da risolvere: meteo, cibo, aria, vestiti, giochi, persone, luoghi, laghi, sonno, colori tutto può trasformarsi in pianto, tutto.
E quando mentre strilla come un’ambulanza vi ritroverete a guardarlo con aria preoccupato/interrogativa, cuffie alle orecchie e Gerry Scotti che vi chiede “Allora, l’accendiamo?” e voi suderete perché non avrete idea di quale tra le 25 cose accadute nel minuto precedente possa essere la risposta, ecco, in quel momento vi ricorderete di quando da neonato piangeva e le soluzioni erano semplicemente: fame, sonno, freddo, caldo, mal di pancia, voglia di coccole.

Quindi amiche neo-mamme, non abbiate fretta, godetevi i vostri dolci, teneri, coccolosi ma soprattutto INERMI neonati.

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