Sei tu la protagonista del tuo parto

“Il luogo dove si partorisce dovrebbe somigliare più a un luogo dove fare l’amore che a una stanza d’ospedale”
E’ l’opinione di Sheila Kitzinger, antropologa sociale inglese, promotrice del parto naturale.
La stanza dovrebbe essere il più intima possibile, non troppo ampia, con le luci soffuse, una temperatura che ti permetta di essere a tuo agio anche nuda. Così fanno i mammiferi, si ritirano per partorire, alla ricerca di intimità.
E allora perché una donna dovrebbe sentirsi a suo agio in un posto con luci al neon, dove entrano ed escono dottori che ti guardano mentre sei nel momento più intimo della tua vita?
L’ambiente in cui si partorisce è di importanza fondamentale.
Cercate un ospedale o una clinica dove sia predisposto un ambiente il più possibile intimo. Se non sono previsti rischi particolari, si potrà anche fare a casa una buona parte del travaglio prima di recarsi all’ospedale. Questo permetterà di evitare interferenze, di usare il proprio bagno, mangiare e bere, lamentarsi senza inibizioni (anche con suoni sgradevoli), muoversi liberamente .
Ma anche quando si arriva in ospedale è importante richiedere il massimo rispetto della vostra intimità.
È un vostro diritto.
Oltre al luogo è di fondamentale importanza arrivare al momento del parto preparate, informate, coscienti e soprattutto con un atteggiamento (mentale) positivo.
No, non sono consigli o Pipponi new age, sono dictat imprescindibili per vivere un’esperienza unica nel migliore dei modi.

– PREPARATE/INFORMATE
Cosa significa?
Che devo studiare?
Che devo frequentare dei corsi?

State tranquille, non dovete sostenere nessun esame, vi assicuro che nessuno vi interrogherà, ma sicuramente sarà utile leggere, capire come sta cambiando il vostro corpo e come si predisporrà al parto, scoprire che
sapete che cosa dovete fare, che basta ascoltare il vostro corpo e assecondarne gli stimoli.
Non c’è bisogno di frequentare un ‘infinita di corsi o partecipare ad ogni attività che riguarda la gravidanza tipo “danza del ventre con pancione” o “imparare la ninna nanna più efficace” quello che però vi consiglio di fare è sicuramente il corso preparato anche e soprattutto per capire la filosofia del posto che avete scelto e poi sicuramente e questo è un OBBLIGO (no, scherzo ma se lo farete poi mi ringrazierete) yoga prenatale che
non è utile soltanto dal punto di vista fisico, aiutandovi nella preparazione del pavimento pelvico, nel miglioramento della circolazione e insegnandovi tecniche di respirazione che potranno esservi utili durante il travaglio, per ridurre la tensione, ma anche dal punto di vista emotivo e della ricerca di se stesse. Con la respirazione calma tipica dello Yoga e il rilassamento potrete entrare in contatto profondo con voi stesse e con il vostro bambino che si prepara ad affrontare la vita, in una ricerca interiore straordinaria.

COSCIENTI
Voi siete le mamme.
Voi.
Siete voi le protagoniste del vostro parto, voi e il vostro bambino.
E in quanto rami è giusto che siate artefici e responsabili delle scelte che lo riguardano, insomma che non siate succubi della situazione.
Anzi, dovete essere parte attiva dell’evento con possibilità di scelta per voi stesse e per il vostro bambino, sperimentando varie posizioni fino a trovare quella in cui riuscite a gestire meglio il dolore e la fatica, anche se questo significherà far inginocchiare l’ostetrica (la mia poverina l’ho fatta mettere tipo meccanico con la macchina!) avendo il pieno controllo di tutto quello che sta accadendo.
Purtroppo negli ultimi anni molte donne tendono ad accettare passivamente un tipo di assistenza ospedaliera che spesso va contro ai loro diritti.
Si, perché forse non tutte sapete che esistono dei diritti che spettano ad una donna durante il parto.
Nel 1986 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha redatto e pubblicato un documento con inclusi i 15 diritti fondamentali della partoriente
Quindi, la donna in sala parto ha precisi e riconosciuti diritti e tali diritti sono tutelati ufficialmente da un Disegno di Legge del 2006 stilato e poi approvato sulla base dei 15 del 1985.
Ma, nonostante questo, in molti casi, certe ingiustizie non vengono riconosciute come tali, né dalle partorienti né dagli operatori, proprio perché ormai diventate di uso comune.
Proprio per questi motivi dovete informarvi, essere preparate e coscienti.

– ATTEGGIAMENTO POSITIVO
Cosa significa?
Che devo cercarmi un life coach?
Che devo sorridere sempre?
Che devo sempre essere presabbene anche se c’ho la nausea e il reflusso e 20kg di panza?

No, ragazze, non dovete cercarvi nessuno e nemmeno fingere sorrisi , dovete semplicemente aver fiducia in voi stesse e nel vostro bambino.
Dovete nutrire sentimenti positivi.
Per esempio quando qualcuno attacca a raccontarvi storie di parti tremendi con 50 ore di travaglio o cuciture da 30 punti nella patata, voi bloccatelo.
Ascoltate solo storie di parti positivi, per favore.
Ogni pensiero negativo è tossico.
Rimane lì nascosto per bene nel cervello e alimenta paure inutili che possono rovinare il nostro parto.
Non vi dico di vivere nel mondo delle favole o di credere agli unicorni, semplicemente ognuno ha la sua storia è quella tremenda non è la vostra.
Guardate al parto come ad un’esperienza positiva (sta per nascere il vostro bambino!!!) in tutte le sue componenti: come un’unione della coppia, come un momento di grande
amore, come base della vostra nuova famiglia. E per noi donne è un avvenimento molto importante per diventare più sicure di noi stesse.
Cercate di comprendere anche l’esperienza del vostro bambino, per lui, come per voi è un avvenimento (direi così a naso) fondamentale,quindi concepite il parto come il primo lavoro di collaborazione tra voi, in armonia, preparatevi in tutti i modi possibili ad accoglierlo con rispetto e amore.
Ascoltate il vostro corpo.
Assecondatelo.
Lui sa.

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